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L'ambiente

RENtree, l’integrazione del fotovoltaico nell’agricoltura

RENtree è un progetto mirato all’integrazione di un impianto fotovoltaico nel territorio: parte del terreno occupato dall’impianto viene dedicato ad agricoltura biologica secondo il metodo della permacoltura la cui gestione viene affidata a cooperative sociali locali.

Con RENtree l’impianto fotovoltaico esprime al massimo le sue potenzialità, grazie al:

  • valore scientifico della permacoltura
  • valore sociale di scopo delle cooperative coinvolte
  • valore economico indotto dalla produzione agricola biologica
  • valore ambientale dato dal rispetto della vocazione storica dell’area interessata dall’impianto
  • valore dell’energia pulita generata dall’impianto.
Riconoscimenti

Il progetto ha ricevuto ben due riconoscimenti, il primo nel 2010 nel contesto del Premio Innovazione Amica dell’ambiente promosso da Legambiente, Confindustria e Regione Lombardia.

Il secondo riconoscimento per RENtree arriva nel 2011 nell’ambito del Premio per lo Sviluppo Sostenibile, promosso dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile ed Ecomondo.

Il progetto RENtree, nasce da un’idea progettuale dell’agronomo Gianluca Ciampi, con l’obiettivo di dimostrare che la convivenza tra impianto fotovoltaico e agricoltura è possibile e che tale scelta comporta una positiva e quantificabile ricaduta sul territorio.

Con questa intenzione abbiamo deciso di realizzare un’opera di integrazione tra energia e agricoltura per il nostro impianto fotovoltaico di Bellavista (Lanuvio, Roma) scegliendo un progetto innovativo e il più ecosostenibile in assoluto: l’agricoltura permanente o permacoltura.

La scelta del progetto e la sua implementazione è il risultato di una stretta collaborazione tra 9REN, la Cooperativa Agricoltura Capodarco, Provincia di Roma e Comune di Lanuvio.


impianto fotovoltaico

L’impianto fotovoltaico da 6 MW è stato realizzato su strutture infisse con moduli in policristallino. La superficie interessata dall’installazione è di circa 14 ettari, 2 dei quali sono stati dedicati a frutteto biologico realizzato con il metodo  della permacoltura. Utilizzando varietà autoctone, che consentono di preservare la biodiversità del luogo, sono stati piantumati quasi 400 alberi da frutto di grandi dimensioni, 800 di medie dimensioni, 1.600 di piccole dimensioni, 2.400 cespugli e arbusti, 100 rampicanti, un’asparageta e altri alberi da riempimento – secondo un concetto di armonia tra le varie componenti del progetto, con il risultato della mitigazione completa dell’impianto e minimizzazione dell’impatto visivo e paesaggistico.

L’agricoltura permanente è una tecnica biologica sorta in Australia e volta alla salvaguardia delle varietà autoctone. Questo sistema enfatizza il valore della diversità inteso come convivenza di specie che creano un sistema equilibrato e naturalmente sostenibile, concetto che riporta al valore della biodiversità. La diversità di specie – alberi nel caso del progetto RENtree - conduce a un sistema vitale che si autosostiene e autodifende grazie proprio alla convivenza di specie diverse, come accade nel bosco o nella giungla.

In un progetto di permacoltura non è necessario l’utilizzo di pesticidi di alcun tipo, trattandosi di un metodo di agricoltura biologica; viene rispettata l’alta vocazione agricola dell’area, vista la presenza di molteplici frutteti; viene prediletta un’elevata prevalenza di sempreverde e di varietà frutticole autoctone (quasi mai presenti nei frutteti convenzionali), offrendo una piacevole resa visiva e la produzione durante tutto l’arco dell’anno.

Il campo agricolo del progetto è in gestione alla cooperativa sociale Agricoltura Capodarco di Grottaferrata che si dedica al recupero e alla riabilitazione di persone con diversi disagi sociali o psicologici o fisiologici e per i quali l’attività agricola restituisce la capacità di seguire un ciclo, realizzare un obiettivo, dare e ricevere vita. Il progetto da vita a una fattoria sociale all’interno di un progetto agricolo di permacoltura integrato in un impianto fotovoltaico.


I benefici

Il progetto assume una connotazione particolare per il potenziale di ricaduta sul territorio in termini scientifici, sociali e ambientali in quanto:

  • offre un sito di alto interesse scientifico per tesisti o gruppi di lavoro di studenti di vario livello (facoltà di Scienze Agrarie, Istituti Agrari, etc);
  • rappresenta un’opportunità di coinvolgimento di cooperative sociali locali a cui affidare la conduzione e il mantenimento sia del frutteto che dell’orto biologico al suo interno, nonché la raccolta dei frutti;
  • sviluppa un ecosistema di alto valore per la biodiversità, dato che può rappresentare ricovero per specie selvatiche animali di vario tipo. Inoltre, per evitare ampi filari a monocultura e per offrire maggiore complessità all’ecosistema frutteto, si sono intervallate specie e varietà diverse. Questa complessità agirà da volano ai possibili attacchi parassitari.

E al centro di tutto, un impianto fotovoltaico che produce energia pulita equivalente al fabbisogno di circa 2.400 famiglie ed evita l’immissione in atmosfera di CO2 pari a circa 6.000 ton/anno.

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